Una stazione ferroviaria,
passeggeri che entrano, escono,
un chiosco chiuso sul marciapiede.
E' li o nella mia testa,
fluttuando tra le pieghe
del mio cervello? Non serve restare
o partire, un posto cosė tranquillo:
sportello per i biglietti, cancello, impiegati -
nessuno. Ma vi č un samurai
che si suicida. Il capostazione
raddrizza l'obbiettivo della macchina fotografica,
provoca la sua diligenza.
Il treno sfiora le rotaie del mio cervello,
ciō che č appeso a quella staffa
č una borsa, una macchina fotografica, non un uomo.